ah ok! niente di esagerato. Buono a sapersi in caso
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Con una NA a Caponord
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29-01-2026, 17:23
Esperienza fantastica..in parte ti capisco vivendo in una zona con inverni gelidi e molta neve. Ogni volta che sono costretto a guidare la mia con neve e 20, 25 sotto zero, portarla a casa sana e' un traguardo.
02-03-2026, 15:22
Ciao a tutti! Siamo tornati! C'e' chi avra' seguito su IG (anche se non ho finito di postare i riassunti giornalieri), ma comunque avro' tanti aneddoti da raccontare, tanti miti da sfatare e un sacco di foto da postare. Datemi un po' di giorni per sistemare tutto.
02-03-2026, 21:25
17-03-2026, 16:24
Finalmente arriva il giorno prima della partenza: è il momento di caricare l’auto. Vista la forma piuttosto strana del bagagliaio bisogna usare borse morbide. Questo sarà un problema per la logistica giornaliera: è impossibile portarsi tutto in camera ogni giorno. Ma non sarà l’unico.
L’auto è organizzata nel seguente modo: Lato passeggero: nella zona pedana, una scatola di plastica aperta contiene le scarpe da neve, i ramponi da ghiaccio, la spazzola per la neve, il raschia-ghiaccio e qualche panno. In questo modo posso contenere l’acqua proveniente dalla neve che si scioglie e, con il riscaldamento dell’auto, asciugare tutto mentre guido. Sul sedile c’è lo zaino con tutto il necessario da portare in hotel e tutta l’attrezzatura video. Nella zona cappelliera: una coperta e altri due panni in microfibra. ![]() Bagagliaio: per fortuna la NA gode di una buona capacità di carico rispetto alla ND. Mi sono quindi preso la responsabilità di caricare anche oggettistica di emergenza che non necessita di ridondanza, come attrezzi, cinghia da traino, vanga pieghevole e kit di sopravvivenza (composto da due coperte di emergenza, due candeline, fiammiferi e diavolina, un fischietto, coltello e sega manuale). Ho diviso ogni categoria di vestiti in una borsa diversa: calzetti, mutande, abbigliamento termico, felpe, magliette ecc. Ho poi caricato tutto seguendo la logica del meno accessibile = meno urgente o meno frequentemente utilizzato. Seguendo questa logica, l’attrezzatura di emergenza — specialmente cinghia di traino, pala pieghevole e catene — doveva essere raggiungibile senza togliere nient’altro. ![]() La sera prima della partenza passo da MO.E.R., dove vediamo alcuni progetti MX-5 interessanti: la NB volumetrica (con compressore lato freddo), la turbo 2.0 e il motore per la futura V6. ![]() ![]() Tappa 1 Modena - Würzburg - 764km ![]() Si inizia subito con un bel tappone impegnativo: 764 km di autostrada non sono pochi. Ma, in scioltezza, arriviamo in cima al Brennero imbiancato dalle recenti nevicate. Breve sosta nell’ultima stazione di servizio italiana per pranzo e si riparte per attraversare il breve tratto di Austria. Qui dobbiamo essere “veloci”: la polizia è molto severa verso le auto modificate e il mio bullbar potrebbe creare qualche problema. ![]() Fortunatamente, in poche ore siamo in Germania, dove ci fermiamo per una visita al castello di Neuschwanstein: costruito da un alquanto eccentrico re Ludwig II negli ultimi anni dell’Ottocento con l’obiettivo di renderlo la sua residenza privata. ![]() Qui mettiamo le ruote sulla prima neve, anche se solo nel parcheggio. ![]() Cena nel famoso borgo medievale di Rothenburg ob der Tauber e arriviamo finalmente a Würzburg per le nove di sera. Il viaggio inizia alla grande: a parte il meteo un po’ piovoso, abbiamo incontrato poco traffico e avuto zero problemi. ![]() Questo è quello che ho detto anche a Matteo, il mio compagno di viaggio, prima di andare a dormire. Forse era meglio se stavo zitto. Tappa 2 Würzburg - Velje - 780km Sveglia all’alba per la seconda tappa. I chilometri sono tanti e in Germania la situazione traffico è sempre un’incognita. Come il giorno precedente, tutto procede per il meglio: le temperature iniziano già a scendere e il paesaggio comincia a macchiarsi di bianco. Superata Hannover, le temperature scendono sotto zero e la mia Miatina, con radiatore maggiorato in alluminio e tutto il contorno pensato per non bollire in pista, inizia a raffreddare il motore un po’ troppo. La temperatura dell’acqua scende sotto i 70 gradi. Ci fermiamo e installo la paratia in gomma che avevo preparato. Non mi accorgo di nulla. ![]() Ci fermiamo poi per pranzo in un supermercato e, alla cassa, mi cade l’occhio su una di quelle buste per surgelati che si rivelerà il miglior acquisto mai fatto per questo viaggio. Intanto che siamo fermi, apro il cofano per controllare la paratia in gomma e noto che il radiatore e' un po' ballerino, guardo meglio e... entrambe le staffe superiori troncate di netto. Il radiatore ora e' sorretto solo dalle due staffe inferiori, e fare 8000km cosi' non e' ideale. Come diceva un filosofo moderno: "con una tappa cosi', un problema del genere, puo' accompagnare solo". ![]() Sono già le tre del pomeriggio. Apro Maps e cerco “car mechanic”. Da italiano mi cade subito l’occhio su “Emilia Auto Service”. Apro le foto e scopro che sono la rappresentazione del paradiso per un appassionato di auto: Ferrari, De Tomaso, E-Type. Punto il navigatore e in trenta minuti sono da loro, nella periferia di Egestorf, un paese di poco meno di 3000 abitanti in mezzo al nulla. Entro. Subito davanti al portone c’è una Pantera e, sui due ponti dell’officina, trovo una Testarossa senza motore e una Volvo PV444 preparata per una spedizione in Africa. Sono nel posto giusto. ![]() ![]() Purtroppo mi comunicano che non possono saldare l’alluminio. Mi indirizzano quindi in un’officina a duecento metri: niente da fare, troppo lavoro e niente alluminio. Il proprietario però passa venti minuti al telefono e mi manda in un capannone a cinquanta metri che tratta costruzioni in inox e alluminio. Perfetto. Ci accoglie un simpatico tedesco di due metri. Mi dice che ha sempre voluto una Miata ma che per lui è impossibile entrarci. Aspettiamo che il saldatore torni in sede dopo un lavoro ad Amburgo. ![]() Arriva. Cinque minuti per valutare il lavoro e si salda. E che saldatura. I ragazzi non vogliono nulla, nonostante la mia insistenza. Poco dopo il tramonto ripartiamo alla volta di Vejle: abbiamo ancora tre ore e mezza di strada, nel buio ma con un meteo piuttosto buono che però durerà poco. ![]() Veniamo fermati per un controllo veloce al confine con la Danimarca e ripartiamo. La neve inizia a cadere abbastanza copiosa e dopo qualche chilometro iniziamo a essere sempre più preoccupati. Prima uno, poi due, tre, quattro camion completamente fuori strada. Alcuni ribaltati, altri con il rimorchio metà fuori e metà dentro la carreggiata, con le ruote sollevate sopra la corsia di emergenza. Per fortuna la neve non attacca, almeno in autostrada, e riusciamo a tenere i 110/120. Arriviamo all'hotel sfiniti, doccia e crolliamo nel letto. ![]() Tappa 3 Velje - Jönköping - 564km Questa mattina ci svegliamo con calma. Abbiamo un appuntamento molto importante verso le dieci, a soli trenta minuti dall’hotel. La neve continua a cadere leggera ed è tutto bianco. Se poche settimane prima della partenza temevamo di trovare poca neve, adesso non ci possiamo certo lamentare. ![]() ![]() Prima accensione “a freddo”. Solo -8 gradi. Partiamo in direzione Jelling, dove ci aspetta Jan Larsen nella sua officina specializzata MX-5 per montare le gomme chiodate. Si nota subito la differenza con la gomma invernale che smontiamo: sulle chiodate la profondita' del battistrada e' molto piu' marcata e la gomma e' ancora piu' morbida. Questo sarà un grosso vantaggio per la trazione, tranne che in uno specifico caso. Un caso che porterà a un grosso problema. Ma torniamo a noi, il montaggio delle gomme ci costa 352euro, mica male. Dopo aver bevuto il primo, di tanti, terribili caffe' ripartiamo. E qui mi accorgo subito che saro' costretto a guidare sempre con i tappi, sull'asfalto il rumore delle chiodate e' talmente forte che e' come se le ruote posteriori stiano rotolando direttamente di fianco alla testa. ![]() ![]() Le strade danesi si rivelano molto buone, ma il paesaggio si riduce a una tavola bianca con qualche morbida collina qua e là, almeno fino a quando non arriviamo al primo grande ponte: quello che collega Fyn con Sjælland. Con i suoi 65 metri di altezza e una distanza di 1624 metri tra le due colonne, alte 254 metri, fa quasi paura. E per questo spettacolo si pagano circa 35 euro. ![]() Attraversata Copenaghen è il turno di guidare su un altro capolavoro di ingegneria: l’Øresund Bridge, che collega la Danimarca alla Svezia. Aperto negli anni 2000, è preceduto dalla galleria sottomarina più larga al mondo, ben 40 metri. Percorrere questo tratto di strada non è economico: 420 DKK, circa 63 euro, ma si risparmia tantissimo tempo. ![]() Ci fermiamo a Malmö per qualche foto del ponte e poi decidiamo di spostarci a Landskrona per la nostra prima fika in terra svedese. Quanto mi sono mancati i kardemummabullar e i kanelbullar. Mentre ci godiamo la nostra fika, il sole inizia a calare. Abbiamo ancora almeno due ore e mezza di strada, quindi è meglio partire. Di lì a poco scopriremo che sarebbe stato meglio partire prima. ![]() ![]() A circa un’ora dalla nostra destinazione inizia la bufera. I camion spariscono nella nuvola di neve e acqua che sollevano e l’unica cosa visibile sono le luci posteriori dei rimorchi. Le opzioni sono due: rimanere dietro e seguire le luci oppure superare. Il sorpasso però non è così scontato perché la seconda corsia è piena di neve fresca. I pochi coraggiosi li vediamo ondeggiare mentre effettuano la manovra. Ma guidare alla cieca è estremamente stressante e stancante. ![]() Rallentiamo, facciamo il cambio di corsia, acceleriamo gradualmente e finalmente superiamo i due camion davanti a noi. Arriviamo in hotel dopo una veloce cena esausti. Guidare in quelle condizioni, dove tenere la concentrazione al massimo e' fondamentale, non e' facile. L'effetto stargate della neve che cade illuminata dai fari è bello per i primi minuti. Poi diventa solo stancante. Sarà sempre così? Spero proprio di no. ![]() Tappa 4 Jönköping - Stockholm 325km ![]() ![]() Ci svegliamo immersi nel silenzio. Durante la notte ha continuato a nevicare e la neve attutisce ogni suono attorno a noi. Uno strato di 2 o 3 cm copre le auto. Io riesco a toglierlo senza difficoltà semplicemente rimuovendo il telo copri capote (grande idea quella di portarlo), mentre Matteo deve usare la spazzola per rimuovere tutta la neve dalla ND. ![]() Si prospetta una grande giornata. È nuvoloso ma non nevica e a Stoccolma ci aspetta il sole. Per la prima parte della tappa decidiamo di seguire le sponde del lago Vättern, senza toccare l’autostrada. La strada è fenomenale: un susseguirsi di tratti vicini al lago, curve dolci e tratti dritti in mezzo agli alberi, il tutto immerso nel bianco più assoluto, con le auto che sollevano una fine polvere di ghiaccio al loro passaggio. ![]() Ci fermiamo a Ödeshög per colazione. Nel caffè ci siamo solo noi e un gruppo di anziani che inizia a commentare le auto. Me ne accorgo perché uno di loro, gesticolando, imita i fari pop-up della NA. Credetemi, non c’è niente di meglio che iniziare la giornata con un kardemummabulle morbidissimo e profumato accompagnato da un chai latte favoloso. ![]() Riprendiamo a guidare e in poche ore arriviamo a Stoccolma. Il sole asciuga le auto e rivela lo strato di sale e sporco sulla carrozzeria, talmente spesso che passare la mano equivale a passare la mano sulla carta vetrata grana 600. È il momento perfetto per lavare l’auto: temperature sotto zero, strade asciutte e temperature nelle prossime tappe sotto i -10 °C. In queste condizioni l’auto si sporcherà pochissimo dopo il lavaggio. Ho già visitato Stoccolma due volte e la zona panoramica di Mariaberget è la mia preferita, ma non ero pronto per lo spettacolo che ci aspettava all’uscita della metro. Tutto il fiume davanti a noi è ghiacciato ed è pieno di persone che pattinano o camminano. Riusciamo a camminare da Mariaberget a Gamla Stan tutto sul fiume ghiacciato. Incredibile. ![]() ![]() Cena a base di polpette e, nel mentre, apro Facebook per controllare l’apertura di un circuito molto particolare. Il testo di un post pubblicato il giorno prima recita: "The ice is thick enough. We drive this Saturday and Sunday 10-16." Domani sarà un giorno speciale. Continua...
17-03-2026, 18:31
Aspettavo il reportage.......
una curiosità: avete mai scambiato le auto? Quanto è, se lo è, più faticoso guidare la NA rispetto una moderna ND?
18-03-2026, 10:38
(17-03-2026, 18:31)nic65 Ha scritto: Aspettavo il reportage....... Purtroppo no, le condizioni che abbiamo incontrato non ci hanno quasi mai consentito di farlo. La mia e' abbastanza rumorosa, non ho piu fonoassorbenti e devo guidare sempre con i tappi. Sotto i -15, con il radiatore completamente coperto, dovevo gestire la temp acqua direttamente con il riscaldamento abitacolo. Essendo senza abs e controlli dovevo stare molto attento, ma diventava palese quando partiva. In generale non ho mai avuto momenti di "strizza". La ND non ha mai avuto problemi di gestione temperatura motore, abitacolo silenzioso e sedili comodi. Soffriva di poca trazione e in generale sembrava piu nervosa, anche a detta di Mod (il mio compagno di viaggio). Altra nota: l'abitacolo della ND e' minuscolo e per fare qualsiasi cosa (anche cambiarsi scarpe) dovevi scendere. Con la NA riuscivo a fare molte cose stando dentro. |
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